Ore 9.00. Parco Comunale San Michele. Saluto di benvenuto. Visita guidata alla deliziosa chiesa romanica di San Michele Arcangelo (sec. XIII), singolare per le sue ridotte dimensioni, l’insolito impianto a due navate e, soprattutto, per la presenza di un ciclo scultoreo raffigurante 5 misteriose figure antropomorfe, di cui una “capovolta”: un unicum nel panorama scultoreo medioevale sardo. Inizio di una camminata adatta a tutti che si sviluppa per circa 5 km dentro il paesaggio rurale del territorio di Siddi, tra campi coltivati, mandorleti, vigne, giovani oliveti e maestosi olivi secolari, che spiccano in mezzo a fondi lavorati o dimorano ordinati ai lati di antiche carrettiere fiancheggiate da muretti a secco.
Così, attraverso piccole tappe, si racconta un po’ di loro, degli olivi! Dei racconti legati alla loro storia, dei vari frutti che portano, di come potature dell’uomo e secoli di vita li hanno modellati, della coltura dei nuovi impianti, di mille altre curiosità.
In un contesto di grande pregio ambientale, archeologico e storico, che rivela l’armonia e l’identità di una civiltà millenaria.
Ore 12.00. Museo Casa Steri. Visita guidata al Museo delle Tradizioni Agroalimentari della Sardegna Casa Steri, per ritrovare in un’affascinante dimora padronale del Seicento gli ambienti e gli oggetti per la trasformazione delle antiche produzioni agro-pastorali del territorio, compreso il ciclo dell’olio, insieme ai modi di cucinare e consumare il cibo e ai luoghi di rappresentanza e della vita quotidiana.
CAMMINATA TRA GLI OLIVI “Coltiviamo la Pace” – 26 ottobre 2025
Evento gratuito. Per info e prenotazioni: coopvillasilli@gmail.com
In collaborazione con:
Cooperativa Villa Silli (con guide turistiche locali), Museo Casa Steri, Pro Loco Siddi, altre Associazioni territoriali
tempo di percorrenza
3 ore
lunghezza percorso
5 km
difficoltà
Facile
luogo di partenza
Parco Comunale San Michele Siddi (SU) Via Canonico Agostino Sanna
Orario di partenza
9:00
prenotazioni
telefono
070 939888/347 7380831
consigli utili
Abbigliamento e scarpe comode adatte alla stagione. (ideali scarpe da trekking e abbigliamento a strati)
Il percorso è accessibile a persone con disabilità?
ALTRO
Accessibilità parziale (metà percorso) per persone in sedia a rotelle
Collaborazioni
Cooperativa Villa Silli (con guide turistiche locali), Museo Casa Steri, Pro Loco Siddi, altre Associazioni territoriali
vai alla città dell'olio
Un viaggio tra preistoria e natura in un piccolo borgo incastonato tra dolci colline coltivate a cereali, ulivi, vigne, mandorli e orti. Siddi, oggi popolato da circa 600 abitanti, ha forse origine romana, lungo la via del grano, da Usellus a Calaris. La prima attestazione documentale risale al 1346, indicato come Silli, forse dal latino volgare casilli, ‘gruppo di piccole case’. Il paese è caratterizzato da strette vie su cui si affacciano case ‘a corte’, con mura in ladiri, portali monumentali e colorati murales. In casa Steri, risalente al Seicento, è allestito il museo delle tradizioni agroalimentari, che documenta consuetudini, saperi e sapori delle comunità della Marmilla. Per gustare le prelibatezze locali, l’occasione giusta è ad agosto, con il festival regionale del buon cibo Appetitosamente. Altra esposizione da non perdere è il museo ornitologico della Sardegna, unico nel suo genere, con una collezione di centinaia di uccelli, stanziali e migratrori, che popolano gli habitat sardi. All’ingresso del borgo troverai la chiesa di san Michele arcangelo, del secondo XIII secolo: è il santuario romanico più piccolo dell’Isola, con pianta a due navate e un’unica abside. Particolari sono i rilievi scolpiti nell’architrave del portale che riproducono cinque misteriose figure antropomorfe di cui una capovolta (forse Lucifero, Adamo ed Eva, san Michele e Dio): un’opera unica nel panorama scultoreo medioevale sardo. Vicina sorge la settecentesca parrocchiale della Visitazione di Maria Vergine. Dal nome del paese deriva la Giara di Siddi, detta anche su Pranu, un altopiano basaltico con pareti scoscese di 300 metri. L’ambiente è incantato e l’aria pervasa da essenze e aromi di macchia mediterranea. Oltre cento specie arboree (molte rare) e boschi di lecci ricoprono il parco sa Fogaia, che coi suoi sentieri si addentra nel versante orientale de su pranu. Qui spicca il nuraghe ‘a corridoio’ più interessante della zona. Tutta la Giara conserva un inestimabile patrimonio archeologico: l’eredità più antica è un frammento di anellone del Neolitico medio. A epoca di poco successiva risale la domu de Janas di Scaba ‘e Arriu. L’età nuragica è la più documentata: una ventina di nuraghi (semplici, complessi e ‘a corridoio’), villaggi e, soprattutto, la tomba di Giganti di sa Domu ‘e s’Orku, uno straordinario (e ben conservato) esempio di architettura funeraria nuragica (1500-1300 a.C.), realizzato in blocchi basaltici. Resti insediativi, ceramiche e monete testimoniano il passaggio punico. L’epoca romana ha lasciato sepolture, resti di abitato (a Cuccuru Bingias, Sitzamus e Tradoriu), monete e fini ceramiche. Di età bizantina è una fibbia bronzea decorata di cintura (VII secolo).