Domenica 24 ottobre 2021
in 134 città dell'olio italiane

Siddi (OR)



Un viaggio tra preistoria e natura in un piccolo borgo incastonato tra dolci colline coltivate a cereali, ulivi, vigne, mandorli e orti. Siddi, oggi popolato da circa 600 abitanti, ha forse origine romana, lungo la via del grano, da Usellus a Calaris. La prima attestazione documentale risale al 1346, indicato come Silli, forse dal latino volgare casilli, ‘gruppo di piccole case’. Il paese è caratterizzato da strette vie su cui si affacciano case ‘a corte’, con mura in ladiri, portali monumentali e colorati murales. In casa Steri, risalente al Seicento, è allestito il museo delle tradizioni agroalimentari, che documenta consuetudini, saperi e sapori delle comunità della Marmilla. Per gustare le prelibatezze locali, l’occasione giusta è ad agosto, con il festival regionale del buon cibo Appetitosamente. Altra esposizione da non perdere è il museo ornitologico della Sardegna, unico nel suo genere, con una collezione di centinaia di uccelli, stanziali e migratrori, che popolano gli habitat sardi. All’ingresso del borgo troverai la chiesa di san Michele arcangelo, del secondo XIII secolo: è il santuario romanico più piccolo dell’Isola, con pianta a due navate e un’unica abside. Particolari sono i rilievi scolpiti nell’architrave del portale che riproducono cinque misteriose figure antropomorfe di cui una capovolta (forse Lucifero, Adamo ed Eva, san Michele e Dio): un’opera unica nel panorama scultoreo medioevale sardo. Vicina sorge la settecentesca parrocchiale della Visitazione di Maria Vergine. Dal nome del paese deriva la Giara di Siddi, detta anche su Pranu, un altopiano basaltico con pareti scoscese di 300 metri. L’ambiente è incantato e l’aria pervasa da essenze e aromi di macchia mediterranea. Oltre cento specie arboree (molte rare) e boschi di lecci ricoprono il parco sa Fogaia, che coi suoi sentieri si addentra nel versante orientale de su pranu. Qui spicca il nuraghe ‘a corridoio’ più interessante della zona. Tutta la Giara conserva un inestimabile patrimonio archeologico: l’eredità più antica è un frammento di anellone del Neolitico medio. A epoca di poco successiva risale la domu de Janas di Scaba ‘e Arriu. L’età nuragica è la più documentata: una ventina di nuraghi (semplici, complessi e ‘a corridoio’), villaggi e, soprattutto, la tomba di Giganti di sa Domu ‘e s’Orku, uno straordinario (e ben conservato) esempio di architettura funeraria nuragica (1500-1300 a.C.), realizzato in blocchi basaltici. Resti insediativi, ceramiche e monete testimoniano il passaggio punico. L’epoca romana ha lasciato sepolture, resti di abitato (a Cuccuru Bingias, Sitzamus e Tradoriu), monete e fini ceramiche. Di età bizantina è una fibbia bronzea decorata di cintura (VII secolo).

INFO PERCORSO

La Camminata si svolgerà lungo il percorso dell’antica carrettiera Bia Baressa e Bia Ussaramanna (strada per il Comune di Ussaramanna) utilizzata nel passato per il passaggio dei carri e dei lavoratori agricoli. La carrettiera è affiancata da numerosi e splendidi ulivi secolari e a antichi muretti a secco e si sviluppa in un contesto di grande pregio ambientale, archeologico e storico. E’ compresa, infatti, in un’area ricca di campi coltivati, antici mandorleti, vigneti e altri ultimi secolari. Si tratta di un eccezionale residuo del passato arrivato fino a noi, che ci fa ben comprendere i. modi in cui un tempo strade , ulivi e muretti a secco si integravano perfettamente nell’ambiente, caratterizzando in modo particolare questo paesaggio agrario della Sardegna, e dandone così uno degli aspetti della sua identità. Alla camminata assisteranno una o più guide che agevoleranno questo tuffo nel passato e sono state coinvolte le suole elementari. In chiusura della Camminata i partecipanti potranno visitare il Museo delle Tradizioni Agro-Alimentari della Sardegna che ha sede nella Casa Steri, situata nel centro del paese, che documenta consuetudini, saperi, tecniche di produzione, modi di cucinare e consumare il cibo della civiltà contadina che appartengono all’intera comunità, tra i quali l’avvincente ciclo dell’olio.

 

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