La Camminata tra gli olivi di Falerone prevede il ritrovo presso Piazza della Concordia per partenza verso l’Azienda Agricola Senzacqua qui ci accoglierà il titolare che illustrerà la varietà degli ulivi. Seguirà la visita al frantoio in funzione, la degustazione guidata degli oli prodotti. Seguono poi le storie e i racconti di vita contadina legati alla cura degli ulivi, alla raccolta e ai modi di conservazione ed uso dell’oliva. Nel pomeriggio c’è il ritrovo presso l’Azienda Agricola Bonfigli e la visita al frantoio in funzione con una spiegazione del processo di produzione dell’olio e la degustazione guidata degli oli. Segue poi la visita guidata alla Chiesa di San Paolino e l’incontro informativo tenuto da tecnici, agronomi e produttori locali, con un focus particolare sull’importanza della buona tenuta di un oliveto e le conseguenze del suo abbandono.
In caso di maltempo, verrano svolte soltanto le attività al chiuso.
CAMMINATA TRA GLI OLIVI “Coltiviamo la Pace” – 26 ottobre 2025
ore 09:00 Partenza dal centro storico di Falerone per un percorso ricco di ulivi e oliveti
ore 11:00 visita all’azienda agricola/frantoio Senzacqua e degustazione olio biologico, storie e canti della tradizione
ore 15:00 escursione a piedi e in mountain bike, nelle contrade Cerretino, Morello e Patrignone di Falerone, ricche di oliveti
ore 17:00 spiegazione della lavorazione dell’oliva e attività didattiche e ludiche a cura dell’ITIS Montani-indirizzo Agraria di Montegiorgio
La partecipazione all’evento è gratuita. Per info e prenotazioni:
Eleonora 331 1815313 – con.ele28@gmail.com
La camminata tra gli olivi, in caso di maltempo, verrà rinviata alla domenica successiva.
tempo di percorrenza
2h
lunghezza percorso
3km
difficoltà
Facile
luogo di partenza
Piazza della Concordia
Orario di partenza
9.00
prenotazioni
telefono
3311815313
consigli utili
Scarpe e abbigliamento comodi
Il percorso è accessibile a persone con disabilità?
SI
Collaborazioni
Azienda Agricola Senzacqua Giacomo, Azienda agricola Bonfigli, Associazione Parco San Paolino
Falerone in provincia di Fermo (dal 2009), sorge a 432 m sul livello del mare, a metà strada tra il mare Adriatico e i monti Sibillini, conta 3442 abitanti. Già nel VI secolo a.C., la popolazione di Falerone era nella storia. Nel 269 a.C., gli uomini di queste terre presero le armi per opporsi alla conquista romana. Lo stesso fecero , nel 90 a.C., schierandosi con l’esercito italico che sconfisse quello dei Romani. Da Roma giunse l’abile generale Galba che sorprese l’esercito italico alle spalle e lo annientò. Falerio Picenus (l’attuale Piane di Falerone) nacque nel 29 a.C. quando Ottaviano decise di costruire una piccola città capoluogo della centuriazione della media Valtenna dove stabilire una colonia di soldati veterani.Ben presto la cittadella divenne un centro importante munito di teatro, anfiteatro, ville patrizie, terme, monumenti sepolcrali e di impianti idrici all’avanguardia. Al periodo di splendore seguì la decadenza. Giunsero i Goti, i Longobardi, i Franchi. Furono i Saraceni a costringere gli abitanti di Falerio Picenus ad abbandonare la città ed a rifugiarsi sul colle sovrastante il fiume Tenna. Dall’anno Mille al Rinascimento, vari Signori governarono Falerone che sul finire del ‘700 conoscerà anchela dominazione dell’esercito francese. b) Falerone è formata da una parte alta di origine medioevale e da una parte bassa (l’attuale Piane di Faleorne) dove sorgeva la città di Falerio Picenus. Numerose sono le testimonianze di quel periodo: il Teatro, uno dei meglio conservati delle Marche, dove nei mesi di luglio e agosto si svolge una prestigiosa stagione teatrale; l’anfiteatro, sorto nel I^ secolo d.C.; i serbatoi dell’acquedotto romano; le Terme; monumenti funerari ecc. Il centro storico è dotato di alcuni monumenti: le loggette dei Mercanti (XV sec.), stupendo portico a due ordini che accoglieva i pellegrini preservandoli dalle intemperie; la Chiesa di San Fortunato, iniziata nel 1287, contenente una tavola di V. Crivelli: Lungo il orso Garibaldi vi è una casa quattrocentesca detta di San Paolino. Fuori dal centro storico è possibile ammirare due chiese del XIII secolo: la chiesa di Santa Margherita e la chiesetta rurale di San Paolino. Dal paese lo sguardo spazia su un bellissimo paesaggio costituito da verdeggianti colline ricche di oliveti e, sullo sfondo la catena dei Monti Sibillini forma una meravigliosa cornice.