Domenica 28 ottobre 2018
in 120 città dell'olio italiane

Chiusavecchia [rimandata al 18/11] (IM)



Non è insensato pensare che Chiusavecchia sia stata un caposaldo limitaneo bizantino. Una “chiusa” nel luogo più stretto dove le valli dell’Impero e del Maro si congiungono.Un esempio simile lo abbiamo anche in Cisano (un tempo Clusanum) anch’esso posto alla confluenza delle valli Neva e Pennavaira. In ambo i casi la chiusa era a guardia della direttrice viaria verso il Piemonte. Un’ipotesi suffragata anche dalla collocazione dei borghi: Torria, Chiusanico e Lucinasco formano una linea trasversale sulla valle. Nel basso medioevo Chiusavecchia era, per questi paesi, il centro industriale e commerciale di fondovalle; ciò grazie alla collocazione lungo l’Impero, che permise lo sfruttamento dell’energia idraulica. Olivastri e Sarola sono le due ville di Chiusavecchia; nuclei agricoli, sviluppatisi dopo il XV secolo con la coltivazione intensiva dell’ulivo. I due borghi trassero vantaggio anche dalla posizione lungo la principale via di collegamento alla strada Marenca, che risaliva il crinale occidentale della valle Impero. Il benessere portato dal commercio e dalla produzione dell’olio, tra il XVI e il XIX secolo, è visibile nelle chiese, simboli della collettività. All’inizio del XVI secolo fu ristrutturato a Chiusavecchia il santuario della Madonna dell’Uliveto, pochi decenni dopo fu ricostruita la Chiesa di San Vincenzo a Sarola, dove oggi si può ammirare una tela del Borzone – pittore genovese del XVI secolo – che ritrae, con insolita iconografia, Cristo e S. Caterina da Siena. Nei secoli successivi furono ammodernate, in forma barocca, la parrocchiale di Olivastri e la parrocchiale di San Biagio, dove è conservato uno dei più imponenti crocifissi della Liguria occidentale, collocabile fra XV e XVI secolo. La religiosità e la vita sociale si coniugano in valle Impero nelle numerose compagnie e confraternite. A Cesio e Sarola si svolge ancora la “Cena Domini”, Il Pasto del Giovedì Santo; un evento particolarmente amato. Per gli uomini di Sarola è un incontro conviviale, arricchito con particolari piatti della cucina locale, dalle ricette gelosamente custodite. Il merluzzo e le acciughe, cucinate e servite dalle donne, che non possono partecipare al Pasto, dominano in quell’occasione sulla tavola; cibi usuali che da qui transitavano lungo la Via del Sale per raggiungere la pianura padana. Ancor oggi a Chiusavecchia si confezionano e si commercializzano acciughe conservate nell’eccezionale olio extra vergine d’oliva della valle Impero. La vecchia Chiusa, baricentro della valle, si propone oggi, con il Mulino di Roccanegra, o gumbu de Chilotto, ideato dallo scrivente con gli architetti Ilvo Calzia e Riccardo Torello, quale luogo aggregante dei piccoli produttori. Sarà una “vetrina sul territorio”, punto di riferimento e d’incontro per gli amanti del gusto e dei profumi mediterranei, un’opera voluta dalla Comunità Montana dell’Ulivo, per promuovere, con i prodotti locali, un patrimonio ambientale e culturale ancora sconosciuto ai più.

INFO PERCORSO

La Camminata ha inizio dalla frazione di Olivastri e si snoda attraverso gli uliveti secolari caratteristici di quest’area. Il percorso poi prevede la discesa verso l’abitato di Chiusavecchia con passaggio attraverso l’antico ponte del 1600 fino al Santuario N. S. Uliveto. Dopo averlo visitato i partecipanti alla Camminata scenderanno verso l’antico frantoio Roccanegra. Per tutto il percorso saranno accompagnati da una guida esperta. 

Itinerario

 Tempo di percorrenza: 2h
 Lunghezza del percorso: 4km
 Difficoltà: Facile
 Luogo di partenza: Frazione Olivastri Piazza della Chiesa
 Orario di partenza: 9.30
 Info: contatti@comune.chiusevecchia.im.it
 Telefono: 0183 52406

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