Domenica 27 ottobre 2019
in 125 città dell'olio italiane

Cerreto Sannita (BN)



Ricostruita in soli otto anni, dopo il terremoto che il 5 giugno 1688 rase al suolo il vecchio sito medievale e molti paesi vicini, Cerreto è il risultato di un progetto tanto ardito quanto semplice: una città aperta, senza mura, con un impianto urbanistico svincolato dalla centralità del castello e\o della Chiesa: una Città pensata. Mentre altrove, infatti, si ricostruì un po’ alla volta avendo in testa il paese distrutto, populisticamente “com’era e dov’era”, a Cerreto uomini lungimiranti, il Conte M. Carafa ed il Vescovo G.B. de Bellis, decisero che bisognava imboccare una strada nuova. Fu chiamato un architetto,
il “regio ingegnero” G.B.Manni, il quale progettò, ed era la prima volta nell’Italia centro-meridionale, il futuro paese che, solo otto anni dopo il sisma, era in gran parte realizzato ed è quello che oggi si vede, ricco di monumenti, di musei, di scorci suggestivi.
E se innovativo, rivoluzionario, fu il colto impianto urbanistico, contraddittoria fu invece l’architettura prodotta dal contemporaneo manifestarsi di due diverse concezioni formali: quella tardo-medioevale e/o Rinascimentale, ben visibile nei pesanti blocchi di pietra calcarea, perfettamente lavorati dagli scalpellini locali, dovuta sia alla memoria delle costruzioni di Cerreto Vecchia che alla paura del sisma, e le fantasiose ed aeree composizioni in stucco, tipiche del barocco, che le inquadrano con sorprendente novità, dovute alle colte maestranze napoletane convenute a Cerreto per la ricostruzione. La contamínatio è evidente anche nell’armonica disposizione delle aperture: ad architrave per il piano terra ed il primo piano, ad arco per il secondo.
L’incontro tra scuole diverse produsse anche la splendida “CERAMICA CERRETESE” che riproponeva modelli e tipologie partenopee, ma con un nuovo , dissonante ed esuberante cromatismo, dal gusto naturalistico, con svelte e nervose immagini animalistiche, dal sapore NAIF, che fanno ricordare il rapporto uomo-animale delle antiche civiltà venatorie: il LEONE RAMPANTE spesso usato come  decoro fu un omaggio dei ceramisti ai Carafa.

INFO PERCORSO

La passeggiata avrà inizio da Piazza Roma sede dell’Ex Monastero delle Clarisse (Istituto Leone XIII)  che ospita le Suore del Buono e Perpetuo Soccorso. L?annessa chiesa è fra le meglio conservate di Cerreto. Proseguendo si incontrano le Chiese di San Giuseppe e di San Rocco che esistevano in questo luogo prima del terremoto del 1688. Sotto la Chiesa di San Rocco è situata una interessante cripta sepoltura (visitabile). La via “Cerreto vecchio” conduce dopo 1 km ai ruderi dell’antica Cerreto distrutta dal sisma del 1688. I poderosi resti della Tintoria ducale testimoniano l’importanza che la lavorazione dei panni lana aveva in passato per l’economia locale. Si arriva alla Torre Civica Medievale (visitabile). Il percorso prevede l’arrivo presso un oliveto di proprietà comunale, dove i visitatori potranno provare l’esperienza della raccolta delle olive guidati dal un accompagnatore esperto che spiegherà nel dettaglio le cultivar e le caratteristiche dell’olio cerretese, della sua lavorazione, della sua produzione e del suo uso. Il percorso proseguirà con tappa al Frantoio, dove i visitatori assisteranno alla lavorazione delle olive ed all’assaggio dell’olio nuovo. In caso di maltempo sarà organizzata una visita guidata a tutti i monumenti di Cerreto Sannita, in particolare al Museo della Ceramica. Inoltre si potrà visitare il Frantoio e partecipare ad una degustazione di olio nuovo.

Itinerario

 Tempo di percorrenza: 30min
 Lunghezza del percorso: 1km
 Difficoltà: Media
 Luogo di partenza: Piazza Roma
 Orario di partenza: 9.00
 Info: segreteria2@comune.cerretosannita.bn.it
 Telefono: 0824861425

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