La Camminata ad Andora prevede:
PER INFO E PRENOTAZIONI, contattare: Silvia Tosi staff sindaco ufficio 01826811230, cell. 3479326061, silvia.tosi@comunediandora.it, la partecipazione è libera e gratuita.
Nella frazione Conna in corrispendenza del cartello di Città dell’Olio con vista panoramica e olivi consegna pieghevole ai partecipanti sulla “Cultivar Taggiasca. L’oliva taggiasca è una cultivar di olivo tipica soprattutto del Ponente ligure ed in particolare di tutta la Provincia di Imperia. In Provincia di Savona è tipicamente coltivata solo nella Val Merula andorese, nell’alassino e nella Val Lerrone ingauna. È così chiamata per la località di cui è originaria, Taggia, zona dove verso il IX secolo d.C. venne diffusa dai monaci benedettini. Qui, per ovviare alla conformazione del terreno tipicamente ligure, che vede colline scoscese a picco sul mare e quindi poco adatte agli uliveti, già loro, i primi monaci, iniziarono una modifica del territorio, dando vita alla creazione di quelle fasce oggi tanto famose, che rendono tutta la zona quasi come un magnifico anfiteatro sul mare. La naturale vigoria vegetativa dell’olivo della Taggiasca, ne ha reso quindi compatibile lo sviluppo su terreni difficili, garantendo con il suo apparato radicale la tenuta dei muri a secco e contribuendo in tal modo alla conservazione del tipico paesaggio ligure a terrazzamenti, dichiarato dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Gli innesti di oliva taggiasca furono nei secoli diffusi in tutta Italia e nella Francia meridionale, ma in nessun’altra area le caratteristiche organolettiche (vista, olfatto, gusto, tatto) hanno raggiunto l’unicità che hanno nelle nostre zone. Questa varietà risulta essere una delle più rinomate per la produzione di olio extravergine ed una delle migliori olive da mensa, poiché il frutto è molto gustoso. Il gusto è unico perché allo stesso tempo dolce e deciso: questo rende l’oliva Taggiasca perfetta sia per essere servita, da sé, durante aperitivi o antipasti, sia per essere utilizzata per cucinare, soprattutto in abbinamento con i piatti della cucina tipica ligure. Essendo il suo sapore caratteristico, la Taggiasca viene comunemente conservata in semplice salamoia composta da acqua e sale, con l’aggiunta opzionale di spezie delicate quali il timo. Il 2 ottobre 2025 le Olive Taggiasche Liguri hanno ottenuto il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP), a coronamento di un lungo percorso di tutela e valorizzazione di una delle eccellenze più rappresentative dell’agricoltura ligure. Il nuovo marchio di qualità, riconosciuto dall’Unione Europea, certifica l’origine, la tracciabilità e le caratteristiche uniche delle olive della varietà Taggiasca, coltivate e lavorate esclusivamente nel territorio della Regione Liguria. Il disciplinare dell’IGP “Olive Taggiasche Liguri” definisce con precisione le caratteristiche della filiera produttiva: i sesti d’impianto, le forme di allevamento e potatura, il tempo di raccolta (entro 31 marzo), la quantità massima per ettaro (9000 kg), la calibratura delle drupe (quelle inferiori a 10 mm sono scartate) e le modalità di lavorazione (la prima maturazione in salamoia con cloruro di sodio dal 5 al 15% per 45 giorni), per arrivare al prodotto finito che comprende diverse tipologie: olive in salamoia; olive denocciolate asciutte, in salamoia e in olio extravergine di oliva ed infine la pasta o pate’ di olive. Un prodotto IGP deve soddisfare i requisiti di: 1. Legame con il territorio (deve essere originario di una specifica area geografica) 2. Tradizione (deve avere una tradizione di produzione nella zona) 3. Qualità (deve avere caratteristiche qualitative specificate nel disciplinare) Questo marchio comunitario tutela i consumatori come il prodotto acquistato rispetti alti standard di qualità, tracciabilità e provenienza. Una garanzia per chi acquista, ma un grande impegno dei produttori e coltivatori a seguire le regole imposte dal disciplinare IGP. Quindi un grande lavoro di squadra per il bene del consumatore ma anche nuove opportunità sui mercati nazionali ed internazionali per tutta la filiera ligure. Olio DOP Riviera Ligure: (circa 30 qualità di piante) L’olio extravergine di oliva «Riviera Ligure», facoltativamente accompagnato da una delle menzioni geografiche aggiuntive, deve essere ottenuto dalle seguenti varietà locali e relativi sinonimi (dei quali tra parentesi vengono indicati a titolo non esaustivo i più comuni) di olive presenti da sole o congiuntamente negli oliveti del territorio indicato all’art. 3 del disciplinare: Arnasca, Carparina, Castelnovina, Colombaia, Cozzanina, Cozzanone, Fiandola, Frantoio, Finalina, Lantesca (o Mattea, Pertegara), Lavagnina, Leccino, Liccione (o Lizzone, Olivastrone), Merlina, Mortellina, Mortina, Negrea, Nostrale, Olivella, Olivotto, Pignola, Prempesa (o Principina), Razzola, Rondino, Rossese, Taggiasca (o Gentile, Giuggiolina), Taggiasca di Feglino, Toso. Albero, coltivazione e raccolta Pianta che può raggiungere anche grandi dimensioni (15m d’altezza), coi rami ben aperti e portamento pendulo. Le modalità di coltivazione e raccolta si sono evolute durante gli anni. Il metodo tradizionale di raccolta prevedeva che le olive cadute prima della bacchiatura venissero raccolte a mano e che quelle ancora sull’albero venissero fatte cadere, con le trappe, su teli e poi raccolte manualmente. Il compito della sbattitura spettava tradizionalmente agli uomini, mentre quello della raccolta a terra alle donne. La concimazione era fatta totalmente al suolo, via terra. Si, venivano raccolte a mano, su terreni che naturalmente erano privi di erbacce. Infatti le piante, alte e piene di fronde facendo passare poca luce non permettevano alle erbacce di svilupparsi. Quindi la pulizia dei terreni – nonostante non ci fossero ancora le macchine agricole di cui disponiamo oggi, era molto più semplificata. Chiaro è che con alberi così alti la potatura e la bacchiatura diventavano un problema: sia per le persone e la loro incolumità che per il tempo impiegato per svolgere queste attività. Allora è cominciata l’attività di abbassamento delle chiome delle piante fino ad arrivare ai giorni nostri dove, anche da terra un uomo può lavorarle correttamente. Questo metodo di potatura – a fronda aperta e facilmente accessibile – ha però portato un problema che prima non esisteva (o meglio esisteva in maniera molto ridotta): la luce ed il sole che filtrano attraverso le fronde fanno in modo che le erbacce crescano rigogliose e quindi il problema costante di essere tagliate per poter lavorare a dovere l’uliveto. Oggi buona parte della concimazione è fogliare: si irrorano le piante con prodotti di concimazione che vengono assorbiti direttamente dalle foglie. Per raccogliere le olive della varietà taggiasca attualmente vengono stese sotto le piante ampie stuoie di rete a maglia fitta; le stuoie vengono posizionate in periodi antecedenti la vera e propria raccolta, al fine di consentire il recupero dei frutti che cadono anzitempo in modo naturale. Oramai il metodo più veloce e meno faticoso è quello della raccolta meccanica, per mezzo di bacchiatori elettrici o a motore. A cura del Presidente del Consiglio Comunale con delega all’agricoltura. Flavio Marchiano”
In caso di maltempo, la Camminata verrà rimandata alla prima data utile.
tempo di percorrenza
2h
lunghezza percorso
4 km
difficoltà
Media
luogo di partenza
Chiesa Sant'Andrea Frazione Conna
Orario di partenza
9,00
prenotazioni
telefono
01826811230, cell. 3479326061
consigli utili
Indossare scarpe comode.
Il percorso è accessibile a persone con disabilità?
NO, sconsigliato
Collaborazioni
Amici dell’Oratorio di Conna, Pro Loco Andora, Frantoio Morro, Panificio Fassio
Andora è una cittadina costiera del ponente ligure, in provincia di Savona, famosa per i suoi suggestivi arenili. Accogliente e piacevole in estate per le sue spiagge e il suo porto turistico, Andora è bella anche d’inverno per la possibilità di di esplorare il suo entroterra, con i suoi numerosi edifici (tra cui il famoso Castello, detto “Paraxo”) di grande importanza storica. A pochi chilometri di distanza da Alassio, Sanremo e la costa Azzurra, è dunque un luogo da vedere e scoprire.