La Camminata a Cerreto Sannita prevede:
PER INFO E PRENOTAZIONI, contattare: Giovanni Pelosi 3290028154 – Vincenzo Guarnieri 3281511086 ; https://www.facebook.com/prolococerretosannita
La partecipazione prevede 2 € per il costo della navetta.
In caso di maltempo la camminata potrà svolgersi nelle settimane successive in concomitanza dell’evento “Le Domeniche dell’Olio” in programma dal 25 Ottobre al 15 Novembre.
Dal 25 Ottobre al 15 Novembre la piazza centrale del paese si arricchisce di stand e mercatini che coinvolgono produttori oleari, vinicoli, caseari ed espositori di tipicità locali. Per coloro che gradissero trattenersi ulteriormente, dopo il pranzo sarà possibile visitare il centro storico in compagnia degli organizzatori.
tempo di percorrenza
Tempo totale in camminata: 1ora e 30 min Tempo totale percorso (incl. soste): 4 ore e 30 min
lunghezza percorso
2.5 Km
difficoltà
Facile
luogo di partenza
Piazza Luigi Sodo - Cerreto Sannita
Orario di partenza
09:00
prenotazioni
telefono
3290028154 - 3281511086
consigli utili
Scarpe da trekking o ginnastica , acqua sufficiente per l'escursione.
Il percorso è accessibile a persone con disabilità?
NO, sconsigliato
Collaborazioni
La Pro Loco Cominium organizza e dirige l’evento in collaborazione con l’Ente Comunale e il frantoio Oleario S. Anna.
Ricostruita in soli otto anni, dopo il terremoto che il 5 giugno 1688 rase al suolo il vecchio sito medievale e molti paesi vicini, Cerreto è il risultato di un progetto tanto ardito quanto semplice: una città aperta, senza mura, con un impianto urbanistico svincolato dalla centralità del castello e\o della Chiesa: una Città pensata. Mentre altrove, infatti, si ricostruì un po’ alla volta avendo in testa il paese distrutto, populisticamente “com’era e dov’era”, a Cerreto uomini lungimiranti, il Conte M. Carafa ed il Vescovo G.B. de Bellis, decisero che bisognava imboccare una strada nuova. Fu chiamato un architetto,
il “regio ingegnero” G.B.Manni, il quale progettò, ed era la prima volta nell’Italia centro-meridionale, il futuro paese che, solo otto anni dopo il sisma, era in gran parte realizzato ed è quello che oggi si vede, ricco di monumenti, di musei, di scorci suggestivi. E se innovativo, rivoluzionario, fu il colto impianto urbanistico, contraddittoria fu invece l’architettura prodotta dal contemporaneo manifestarsi di due diverse concezioni formali: quella tardo-medioevale e/o Rinascimentale, ben visibile nei pesanti blocchi di pietra calcarea, perfettamente lavorati dagli scalpellini locali, dovuta sia alla memoria delle costruzioni di Cerreto Vecchia che alla paura del sisma, e le fantasiose ed aeree composizioni in stucco, tipiche del barocco, che le inquadrano con sorprendente novità, dovute alle colte maestranze napoletane convenute a Cerreto per la ricostruzione. La contamínatio è evidente anche nell’armonica disposizione delle aperture: ad architrave per il piano terra ed il primo piano, ad arco per il secondo. L’incontro tra scuole diverse produsse anche la splendida “CERAMICA CERRETESE” che riproponeva modelli e tipologie partenopee, ma con un nuovo , dissonante ed esuberante cromatismo, dal gusto naturalistico, con svelte e nervose immagini animalistiche, dal sapore NAIF, che fanno ricordare il rapporto uomo-animale delle antiche civiltà venatorie: il LEONE RAMPANTE spesso usato come decoro fu un omaggio dei ceramisti ai Carafa.