Domenica 25 ottobre 2020
in 51 città dell'olio italiane

Tarsia (CS)



Tarsia è un comune italiano della provincia di Cosenza. Centro agricolo della bassa valle del Crati, situato nel punto in cui il fiume si apre la via verso la Piana di Sibari incidendo una profonda forra tra le Serre di Spezzano e le estreme propaggini della Sila. L’abitato sorge su uno sprone alla sinistra del fondovalle, occupato da un bacino artificiale per l’irrigazione della Piana di Sibari. Di incerte origini, fino al 1606 fu pertinenza dello Stato di Bisignano, successivamente fu infeudato agli Spinelli, che vi ebbero il titolo di principe, e che lo tennero fino all’eversione della feudalità. Vi nacque l’anatomista e chirurgo Marco Aurelio Severino (1580-1656). Durante la II guerra mondiale ospitò il più grande campo di concentramento fascista d’Italia, il campo di internamento di Ferramonti, dove furono rinchiusi prevalentemente Ebrei stranieri e minoranze etniche ritenute nemiche dal regime fascista (slavi, cinesi). Il campo fu liberato dagli inglesi il 14 settembre 1943. L’allevamento di bovini e di ovini è molto sviluppato e dà vita ad un ottimo mercato. I prodotti dell’agricoltura sono frutti, cereali e olive.

INFO PERCORSO

Il percorso riguarderà c/da camigliano, al nord del paese, è interamente costeggiata da uliveti antichi e nuovi, in un contorno di natura selvaggia che ben si sposa con le coltivazioni antropomorfe curate in ogni piccolo dettaglio, il cui cultivar principale è la roggianella. Durante il percorso sarà possibile osservare quel che resta dell’antico monastero benedettino di “S. Maria di Camigliano”. Fondato da roberto il guiscardo nel 1065, sul sito di una domus romana. Il monastero sarà occupato dai monaci fino alla fine xv sec. Poi passato in mano a vari affittuari. Agli inizi dell’800 sarannò proprietari i vivacqua, i quali riadatteranno lo stabile in dimona privata, e dagli stessi poi venuduta agli armentano che tutt’oggi la posseggono. La visita all’abbazia sarà guidata da due grandi appassionati di storia del nostro paese, la prof.ssa Emilia Sannuto e il laureando Angelo Paldino. Inoltre visiteremo le ruderi della masseria in cui le genti del paese solevano portare a stagionare il salame casalingo che veniva prodotto con i suini che ogni famiglia cresceva per la propria sussistenza, e la fonte ‘acqua ferrigna’ cioè ferrosa, una sorgiva che forniva un vecchio mulino ancora presente ma non più in funzione.  La popolazione si recava in questa zona a raccoliere il ‘capel venere’, utilizzato nella stagionatura dei formaggi. Alla fine del percorso si svolgerà la visita guidata all’oleificio armentano, in particolare la sala di lavorazione e l’olivara, guidata dal titolare Jhonny Armentano, che ci parlerà della storia della sua attività, perfetto connubio tra antico e nuovo, tra oggetti arcaici ai quali è molto legato, e le nuove frontiere dell’esportazione del suo intenso olio, monocultivar, anche biologico, in numerosi paesi europei.  Per tutti coloro che vorranno, la visita terminerà con una pausa circondati da uliveti e ancora con i polmoni pieni dell’odore indimenticabile delle olive in fase di lavorazione, durante la quale sarà possibile consumare il proprio pranzo a sacco.

 

Itinerario

 Tempo di percorrenza: 1h 45min
 Difficoltà: Media
 Luogo di partenza: Incrocio tra c/da Camigliano e la SS 19 delle Calabrie
 Info: ssarascarola@gmail.com
 Telefono: 3401977217

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