Domenica 28 ottobre 2018
in 120 città dell'olio italiane

Ferrandina (MT)


La pianta che ha reso famosa Ferrandina anche all’estero è l’Olivo.  Tra i tanti il Patriarca, il maestoso olivo maiatica di Ferrandina che ha duemila anni. E’ considerato l’olivo più vecchio della Basilicata e se anche ce ne fosse qualche altro più anziano di lui, certo dall’alto dei suoi oltre mille anni e dei suoi 8 metri di circonferenza rimane uno degli olivi più grandi della Basilicata per età e dimensioni. Già dal IV secolo a.C. si imponeva per ciascun appezzamento di terreno la messa a dimora di almeno quattro piante di olivo così come riportato nelle tavole bronzee eraclesi ritrovate nel greto del torrente Salandrella-Cavone. Le prime notizie documentate sulla coltivazione dell’olivo nel territorio di Ferrandina, si hanno nella relazione della visita pastorale di mons. Saraceno del 1544. La coltura dell’oliveto si è sviluppata maggiormente a ridosso dell’abitato, scelta dovuta probabilmente ai contratti per l’uso del terreno, che hanno assicurato stabilità di rapporto tra coltivatori e la terra coltivata, _necessaria a garantire un’agricoltura meno precaria. In seguito gli oliveti si sono estesi su tutta la zona collinare, che costituisce la condizione climatica ottimale per la produzione dell’olio. Fin dagli inizi dell’800 l’olio di Ferrandina aveva superato i confini della Regione, in quanto, come riporta la delibera comunale del 14/02/1815, “…….l’olio che si estrae dagli olivi nei trappeti di questo comune, è arrivato a quella perfezione che si desiderava, di modo tale che viene adoperato nelle mense più delicate……..”. Oltre alla produzione dell’olio, Ferrandina ha raggiunto notorietà internazionale per la produzione delle famose olive “informate”, molto pregiate e richieste. Infatti, l’ oliva Majatica di Ferrandina è una cultivar a duplice attitudine, utilizzata quindi, sia per produrre olio, di colore giallo oro con riflessi verdi ed un sapore particolarmente delicato e debolmente fruttato, sia come prodotto da mensa, diventando uno dei principali prodotti tipici della Basilicata che ,insieme ad altri quattro prodotti lucani, rientrano nei “Presìdi Slow Food”, i progetti di promozione e salvaguardia delle produzioni tipiche portati avanti dalla “Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus”. Le prime testimonianze scritte sulle olive infornate prodotte a Ferrandina risalgono al 1700. 

INFO E PERCORSO

La camminata avverrà tra gli olivi monumentali, olivi che godono di un’età plurisecolare e che hanno una irregolarità del tronco. Sarà possibile ammirare alberi dalle svariate forme, tra spirali, alveoli, cavità e portamenti. Attraverso questi contorni sarà possibile riconoscere un’espressione, un volto, una danza, una carezza o una presenza, gustando un paesaggio mozzafiato o addirittura surreale. 

Durante il percorso, sarà possibile assistere al lavoro dei produttori locali, che con tanta passione raccolgono le olive per trasformarle nel famoso “olio di Ferrandina”. Sarà possibile _ammirare la città di Ferrandina, il cui centro storico rappresenta un tipico esempio di urbanistica rinascimentale, fondato su criteri prospettici e regolarizzazione degli edifici, ed è caratterizzato da una notevole omogeneità architettonica dovuta all’integrità dell’impianto urbano a terrazzamenti, organizzato per strade rettilinee e parallele, ad eccezion fatta delle poche disomogeneità dei palazzi nobiliari e dei quattro complessi monastici sorti a partire dal XVI secolo. 

Nella “Camminata” è prevista anche una visita al convento seicentesco di San Francesco, di recente oggetto di opere di ristrutturazione e restaurazione e che per la giornata sarà reso fruibile.

Situato alle pendici meridionali del centro storico di Ferrandina, questo complesso monumentale ha ospitato per diversi anni i monaci Francescani, arrivati nella città aragonese nel 1614 e rimasti fino alla soppressione napoleonica. La struttura comprende il convento (dotato di celle, cisterne, sotterranei, cantine, pozzi) e la relativa chiesa,

Il percorso terminerà in località Sant’Antonio Abate, in agro di Ferrandina, dove sono stati rinvenuti i resti di un frantoio oleario databile al IV secolo a.C.. Individuato nel 2006, durante operazioni di archeologia preventiva, è stato oggetto nel 2018 di indagine archeologica da parte dell’equipe della prof.ssa Maria Chiara Monaco (Università degli Studi della Basilicata).  La ricerca ha permesso di individuare la cella olearia, le presse, una canaletta in pietra terminante in una vaschetta per la decantazione e la raccolta dell’olio, ma soprattutto di ipotizzare la presenza di un impianto agricolo di grandi dimensioni. 

Tale sito, completamente inedito, riveste un’importanza particolare per la città di Ferrandina, in quanto testimonierebbe la produzione, già in epoca lucana, della coltura dell’olivo e della produzione dell’olio. 

Durante la giornata, sarà possibile visitare il sito archeologico, accompagnati dai ragazzi del gruppo di lavoro dell’UNIBAS.

Inoltre, si terranno degustazioni di pane, olio, olive infornate.

Itinerario

 Tempo di percorrenza: 3h
 Lunghezza del percorso: 4km
 Difficoltà: Facile
 Luogo di partenza: Partenza dalla Piazza De Gasperi (A Palazz’)
 Orario di partenza: 9.30
 Info: consigliere.zizzamia@comune.ferrandina.mt.it
 Telefono: 380 3267294

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