Crispiano ha una storia antica, lo dimostrano i resti del villaggio preistorico del VII-V a.C. nei pressi della Masseria L’Amastuola, i cui abitanti pare fossero in contatto con gli Spartani di Taranto. Lungo la Gravina Vallone ci sono invece le vestigia di un altro villaggio dell’Età del Ferro, a due passi dal quale nel 1226 nacque l’Abbazia di Santa Maria di Crispiano. I primi a popolare questo territorio sono stati i Messapi, cacciati poi dagli Spartani, a loro volta sconfitti dai Romani. Nel ‘500 Crispiano fu popolata dai Martinesi e dai Tarantini che costruirono numerose masserie. Nell’800 poi le campagne circostanti del borgo divennero il rifugio del cosiddetto Prete Brigante, ovvero don Ciro Annichiarico. Per capire meglio la storia di Crispiano, è consigliata una visita al Museo delle Civiltà Contadine, sito all’interno della Masseria Lupoli, completamente immersa tra uliveti secolari. Passeggiando per le vie di Crispiano, si incontra Torre Cacace, un monumento funebre che sembra una torre di avvistamento, alta ben 30 m.: dalla cima si gode di una vista spettacolare che abbraccia il Golfo di Taranto. Il monumento simbolo della città è Torre Mininni, una dimora storica costruita alla fine dell’800: sembra a prima vista una roccaforte, ingentilita all’esterno da un elegante scalinata che porta al primo piano, la cui volta è affrescata in stile liberty con decori vegetali. Tra gli edifici di culto merita una visita la piccola Chiesa di San Francesco d’Assisi.