PER INFO E PRENOTAZIONI: Tel. Informazioni Turistiche: 0575/1686003 cell: 3357764098. La partecipazione è gratuita.
In caso di pioggia il ritrovo sarà nell’oliveta di proprietà dell’Amministrazione Comunale dove accanto ci sono dei locali e quì illustreremo, parleremo e degusteremo l’olio EVO prodotto nel nostro comune.
CAMMINATA TRA GLI OLIVI “Radici d’Italia, ogni cultivar una storia da raccontare” | 25 Ottobre 2026:
tempo di percorrenza
H. 1 Min. 15,00
lunghezza percorso
Km 3,00
difficoltà
Medio
luogo di partenza
Piazza di Gello Biscardo - Frazione di Castiglion Fibocchi
Orario di partenza
Ritrovo ore 14,45
prenotazioni
telefono
0575/1686003 e 3357764098.
consigli utili
Non c'è bisogno di dotazioni particolari.
Il percorso è accessibile a persone con disabilità?
NO, sconsigliato
Collaborazioni
Castiglion Fibocchi si trova a circa 12 km da Arezzo in direzione Nord-Ovest, nella parte più meridionale del Valdarno superiore. È situato alle estreme pendici del massiccio del Pratomagno, nel punto in cui degrada verso la piana di Arezzo, lungo l’antica Via Clodia (o Cassia Vetus), la strada principale che collega Arezzo a Loro Ciuffenna. Del territorio comunale di Castiglion Fibocchi fa parte anche la piccola frazione di Gello Biscardo con il suo borgo antico splendidamente conservato. I primi insediamenti probabilmente furono in epoca imperiale; nell’alto-medioevo furono costituite una pieve “Plebs S. Quirini supra Aurum” e sei chiese suffraganee. Il suo nome era “Castrum Leonis de Filiis Bocchi”, ridotto poi a “Castrum de Filiis Bocchi” in seguito. Attorno all’anno mille la zona divenne proprietà dei Conti Guidi che la munì di un castello per il controllo della strada che collegava il Valdarno al Casentino. Più tardi venne ceduto a Ottaviano dei Pazzi del Valdarno. Nel 1384 Arezzo e il suo contado passarono alla Repubblica fiorentina, venendo infeudato in epoca granducale come Marchesato ad Alessandro del Borro. Fu inserito poi nella podesteria Laterina. All’inizio del XVIII secolo la proprietà di Castiglion Fibocchi passò per eredità ai Duchi di Lorena, i quali abolirono il feudalesimo e elevarono il borgo al rango di comune autonomo, distaccandolo dalla comunità dei “Due Comuni distrettuali di Laterina”.